|
Erano
questi
i fabbricati
che ospitavano
la numerosa
servitù e
il corpo
dei pompieri.
Il viale
di accesso
con entrata
autonoma è quello
che viene
normalmente
usato oggi.
All'ingresso,
piccolo monumento
in vetroresina
dedicato
al Fondatore
della Congregazione,
il beato
Lodovico
Pavoni. Sulla
parete un
frammento
di affresco
settecentesco
proveniente
dal Castello
Stroppa di
Tradate,
in Lombardia.
Nella
vicina
sala di
ricevimento
sono degni
di nota i
due busti
di bambini
di scuola
napoletana
e sul gusto
di Vincenzo
Gemito. Alle
pareti: Agar,
Ismaele e
L’Angelo,
dipinto secentesco
molto offuscato
e di difficile
attribuzione
e altre piccole
tele di autori
contemporanei.
Ritornati
nel corridoio
si può visitare
la cappella
dell'Istituto
ricavata
in una sala
da dove si
gode una
veduta dell'abside
e della chiesa
di San Fermo
con l'abside
ad archetti
gotici della
cappella
di Sant’Orsola
e le finestre
rinascimentali
della Sacrestia.
Dietro
l'altare
di recente
costruzione, è posto
il grande
crocefisso
a mosaico
di Mino Buttafava
eseguito
nel 1969 e sulla parete
opposta la
splendida
Adorazione
dei Magi
di scuola
lombarda,
certamente
di artista
che aveva
ben capito
la rivoluzione
caravaggesca.
Il paesaggio è appena
indicato
per lasciare
a protagonisti
della scena
la Sacra
Famiglia
e i Re Magi.
Vivacissima
la presenza
del fanciullo
reggistrascico
che guarda
lo spettatore
|