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Quella
che oggi
viene riconosciuta
come l'ultima,
in ordine
cronologico,
villa del
territorio
vicentino
ha
origini esclusivamente
religiose
e tale rimase
per molti
secoli, fino
all’arrivo
dei Contarini,
prima e poi
dei principi
Giovanelli,
che dopo
lunghi e
importanti
lavori di
abbellimento
la lasciarono
come oggi
la vediamo.
La
chiesa di
San Fermo
era legata
a Lonigo
da una ripida
ma comoda
via che la
rendeva parte
integrante
del borgo
murato: infatti,
nel
sagrato c’era
il cimitero
come alla
Pieve e parte
del bosco
era di uso
pubblico.
La
badia benedettina
passò sotto
la giurisdizione
dei Canonici
di San Giorgio
in Alga di
Venezia che
tra i tanti
priori ebbero
anche San
Lorenzo Giustiniani,
primo patriarca
di Venezia
fino alla
soppressione
della Congregazione
avvenuta
nel 1668
per un accordo
tra la Repubblica
Veneta e
la Santa
Sede onde
sopperire
alle ingenti
spese della
guerra di
Creta.
Acquistata
dai Venier,
l’abbazia
passò ai
Contarini
e per eredità,
nel 1834,
ad Andrea
Giovanelli,
patrizio
veneto ma
non ancora
principe.
Se con i
Contarini
il convento
più ricco
di Lonigo
prese l'aspetto
di un rustico
palazzo sempre
dominato
dalla ingente
mole della
chiesa di
San Fermo,
fu con Andrea
Giovanelli,
diventato
principe
nel 1846,
che lentamente
il
complesso
assunse chiaramente
l'aspetto
di villa
acropolica,
quasi un
castello
dominante
il borgo
ormai diventato
città.
I
Giovanelli
tennero la
villa di
San Fermo
fino al 1933
quando, passata
in proprietà della
Compagnia
di Gesù,
diventò sede
di un noviziato
dell'Ordine.
Ai Gesuiti
subentrarono
nel 1968
i Figli di
Maria Immacolata,
Congregazione
religiosa
fondata dal
venerabile
Lodovico
Pavoni.
Dopo
anni di abbandono
l’intero
complesso
della villa
e dell'Abbazia
ha avuto
un radicale
restauro (1983-1985),
che
ha dato notevoli
risultati
per la comprensione
storica dei
vari edifici.
L'inaugurazione
e la ripresa
della vita
di Villa
San Fermo è avvenuta
la domenica
8 giugno
1986, alla
presenza
di S.E. Monsignor
Arnoldo Onisto
vescovo di
Vicenza.
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