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Nel Chiostro
Grande, al
centro, la
vera del
pozzo porta
la data 1556
che dovrebbe
indicare
la fine dei
lavori. Nell'Ottocento
l'elegante
proporzione
del portico
venne alterata
con la sopraelevazione
di un piano.
Sotto le
arcate del
portico sono
stati collocati
alcuni reperti
di scultura
trovati durante
gli ultimi
lavori di
restauro:
da ricordare
un frammento
di pluteo
anteriore
al Mille,
un rozzo
rilievo di
epoca romanica
con un cane
che morde
l'osso, una
lapide con
iscrizione
cinquecentesca.
Il vicino
chiostro
quattrocentesco è stato
molto manomesso,
un fianco è stato
inglobato
nella villa,
alcune arcate
dei lati
brevi sono
finite nei
muri di sostegno.
I tondi alle
pareti con
i busti dei
Santi provengono
dalle crociere
della chiesa
romanica,
alcuni dei
quali furono
utilizzati
dallo Zanella
e si trovano
ancora nelle
chiavi di
volta della
navata. I
resti dell'antica
abbazia sono
ancora visibili
nell'interrato
e nel piano
terra del
fianco settentrionale
della villa: è probabile
che l'andito
a quattro
colonne con
il soffitto
a travature
sia stato
il refettorio
del convento
o l'aula
capitolare.
Ogni piccolo
elemento è stato
messo in
luce nella
recente ristrutturazione,
pur nel nuovo
uso assegnato
a questi
locali.
Nel
piccolo
atrio che
immette al
Refettorio è stato
collocato
il cancello
in ferro
della Porta
Maggiore
della chiesa.
Compiuto
al tempo
del rifacimento
della chiesa
dovuto allo
Zanella, è un
ottimo esempio
del lavoro
dei battitori
del ferro
leoniceni.
Ottimo il
disegno a
ricchissimi
racemi e
nervature.
Sulle pareti
delle sale
di attesa
o di conversazione,
qualche buona
stampa; l'arredo è tutto
moderno.
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